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I "faccioni" (MOAI) dell'Isola di Pasqua - CheMistero?!

Antonio De Palma avatar Martedì 28 Luglio 2009, 07:30 in Speciali?! di Antonio De Palma
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Tutto, ma proprio tutto ciò che avete sempre desiderato sapere sui misteri del mondo, il nostro e non solo!

Non finisce qui!

Tenteremo di dare una spiegazione, anzi due, a questi fenomeni, una basata su teorie scientifiche accreditate, l'altra totalmente irrazionale, ma che pur è stata ritenuta possibile da molti di noi.

 

isola%20di%20pasqua%20header.png"L'esperienza di vita ci insegna

che la realtà

è  spesso maestra

insuperabile delle più fervide

fantasie umane" 

Sperduta nell'Oceano Pacifico, a 3700 chilometri dalla costa del Cile, l'Isola di Pasqua nasconde, nei suoi 400 chilometri quadrati di superficie, un grande numero di misteri e forse molti non sarebbero tali se, nel 1862, i trafficanti di schiavi peruviani non avessero deportato gran parte dei suoi già scarsissimi abitanti.

  • I cosiddetti "faccioni", i MOAI.
Attualmente ve ne sono circa 600. Più della metà, al momento della scoperta, erano stati rovesciati, altri giacevano incompiuti nelle cave. Si ritiene che un gran numero di MOAI siano stati gettati in mare o distrutti dagli indigeni e in tempi recenti altri siano stati rubati. Quel che oggi rimane in piedi della schiera di MOAI, nella loro posizione originaria, si erge con le spalle al mare e guarda verso l'interno dell'isola. Le sculture hanno una dimensione variabile e un'altezza da 90 cm fino ad 11 metri. Le più grandi, alte 20 metri, sono rimaste incompiute e giacciono nelle cave del vulcano Rano Kao, tuttora circondate dagli utensili necessari alla loro realizzazione. Riproducono quasi ossessivamente lo stesso modello (forse un antenato divinizzato) e originariamente erano dotati di un copricapo rosso. Degli scultori che, a quanto pare, abbandonarono in gran fretta il loro lavoro, non rimane alcuna traccia. 

Il MOAI più grande è alto venti metri e pesa circa 82 tonnellate: come poteva un popolo assai poco sviluppato tecnologicamente costruire simili colossi?

  • In realtà qualche enigma dell'isola di Pasqua è stato svelato: come si è ricordato nel congresso intitolato "Misteri risolti", che si è svolto a Torino nel 1988, nel 1955 l'esploratore Thor Heyerdahl riuscì a mettere in piedi un MOAIin diciotto giorni, con l'aiuto di dodici nativi e, come unici strumenti, tronchi e pietre.

E' dimostrato, dunque (ma non è detto che sia successo realmente), che anche la modesta tecnologia locale avrebbe potuto realizzare quelle opera imponenti.

Secondo un'ipotesi, l'isola di Pasqua è un residuo emerso di Atlantide  e i MOAI sono la rappresentazione dei suoi originari abitanti o della classe al potere. Secondo una variante di questa teoria, i MOAI rappresentano esseri di un altro mondo (extraterrestri) che portarono la civiltà al continente perduto prima del diluvio universale.

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Ormai sempre più studiosi sono inclini ad ipotizzare che nell'evoluzione dell'uomo ci sia stato un momento di apice scientifico e tecnologico, circa 10.000 anni prima di Cristo, a cui, in seguito ad una catastrofe mondiale, è sopraggiunto un imbarbarimento repentino dei pochi superstiti che hanno dovuto ricominciare tutto da capo.

I sopravvissuti, nel corso dei secoli e dei millenni, hanno lentamente trasposto nel mito i ricordi del loro passato. Questa teoria spiegherebbe un certo patrimonio culturale e mitologico comune in tutto il mondo antico. Per citare un esempio, il mito mondiale di un continente sprofondato nel mare da cui giunsero gli antenati, connesso con quello, anch'esso mondiale, di un diluvio universale dal quale si salvarono pochi eletti.

Da sempre quindi siamo in grado di formulare ioptesi più o meno accreditate, spinti dalla sete di conoscenza, si tenta di dare una ragione ad ogni cosa, e quando non la si riesce a trovare nelel cose tangibili, ecco che entra in gioco la nostra immaginazione. Al contrario l'esperienza di vita ci insegna che la realtà nuda e cruda è stata spesso maestra insuperabile delle più fervide fantasie umane.


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2 commenti
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31 Lug 2009
alle 21:08

Antonio

Wow, spettacolare!

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31 Lug 2009
alle 20:05

Lorenzo (Freelance Photo)

Durante gli anni 80 ci fu un singolare e originale scambio culturale con il popolo Maori – gli abitanti dell’Isola di Pasqua, nell’Oceano Pacifico – con la cittadina di Vitorchiano, rinomata per la sua fedeltà.
Questo gemellaggio ha portato alla realizzazione di un caratteristico Moai ricavato da un blocco di peperino di 30 tonnellate da parte della famiglia Atan, artigiani Maori.
L'unico Moai al di fuori dell'Isola di Pasqua in tutto il mondo.

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